
La depressione ha una componente genetica ed ereditaria ma, ad oggi, ancora sono pochi i geni isolati potenzialmente coinvolti nella malattia. Gli esperti, sono partiti dagli abitanti (Erasmus Rucphen Family) di un villaggio rimasto isolato per lungo tempo ed hanno analizzato il loro Dna perchĂ© proprio le condizioni di isolamento favoriscono l’amplificarsi di difetti genetici di per sĂ© rari e quindi difficilmente isolabili nella popolazione generale.
Sottoponendo gli individui a test e questionari per valutare l’eventuale presenza di disturbi depressivi, gli esperti hanno visto che chi possedeva delle mutazioni a carico del gene NKPD1 era piĂą a rischio di depressione. Infine gli esperti hanno cercato conferma di questo risultato nella popolazione generale e con analoghi test genetici e questionari hanno osservato che effettivamente quando il gene NKPD1 non funziona bene il rischio depressione sale.
PoichĂ© NKPD1 è importante per la produzione di una famiglia di molecole chiamate ‘sfingolipidi’ (la cui carenza è stata in passato associata a rischio di depressione) sembrerebbe che almeno in alcuni casi i disturbi depressivi potrebbero trovare giovamento dall’assunzione di sfingolipidi o grassi precursori.
